Quando viene diagnosticata una scoliosi, una delle domande più frequenti è: la fisioterapia può aiutare?
La risposta dipende dal tipo di scoliosi, dall’età della persona, dalla fase di crescita e dalle indicazioni del medico specialista.
La gravità della scoliosi viene valutata anche attraverso il grado di Cobb, cioè l’angolo misurato sulla radiografia che quantifica l’entità della curva della colonna vertebrale. Insieme alla valutazione clinica e ad altri elementi considerati dallo specialista, questo parametro contribuisce a definire il percorso terapeutico più appropriato.
Nelle situazioni in cui è indicato un trattamento conservativo, la fisioterapia rappresenta uno degli strumenti principali. L’obiettivo non è semplicemente eseguire alcuni esercizi, ma costruire un programma personalizzato che aiuti il paziente a gestire la scoliosi nel tempo, migliorando il controllo della postura e limitando, quando possibile, la progressione della curva.
Come inizia il percorso fisioterapico per la scoliosi
Il percorso prende avvio dopo la valutazione del medico specialista, che definisce la diagnosi e le indicazioni terapeutiche.
La prima seduta fisioterapica è dedicata a una valutazione funzionale completa, durante la quale vengono analizzati diversi aspetti:
- postura e allineamento del tronco;
- mobilità della colonna vertebrale;
- forza della muscolatura del tronco e del core;
- controllo motorio;
- pattern respiratorio;
- eventuali limitazioni nelle attività quotidiane o sportive.
Questa raccolta di informazioni costituisce il punto di partenza del trattamento e permette di monitorare nel tempo i risultati ottenuti.
Gli esercizi specifici per la scoliosi
Non tutti gli esercizi sono adatti a chi presenta una scoliosi.
Le linee guida SOSORT indicano gli esercizi fisioterapici specifici per la scoliosi (PSSE) come parte del trattamento conservativo nelle situazioni in cui sono appropriati.
Tra gli approcci più diffusi in Italia rientra il metodo SEAS (Scientific Exercises Approach to Scoliosis)[1], sviluppato da ISICO, che si basa su tre principi fondamentali.
Autocorrezione attiva
Consiste nell’insegnare al paziente a percepire e correggere la propria postura nello spazio tridimensionale, non solo “raddrizzare la schiena” davanti allo specchio. Infatti, il paziente impara a riallineare le curve da solo e senza aiuti esterni.
Stabilizzazione
Prevede la gestione della correzione con esercizi di forza e controllo motorio, in modo che diventi un pattern automatico anche nei gesti quotidiani e sportivi.
Educazione
Una parte importante del percorso consiste nell’insegnare come gestire la scoliosi nella vita di tutti i giorni, durante lo studio, il lavoro, l’attività sportiva e le altre attività abituali.
Il programma viene periodicamente rivalutato e adattato all’evoluzione del quadro clinico, soprattutto nei ragazzi ancora in fase di crescita.



Obiettivi del trattamento fisioterapico per la scoliosi
Gli obiettivi della fisioterapia cambiano in base alle caratteristiche del paziente.
Nei bambini e negli adolescenti l’obiettivo principale è limitare la progressione della curva durante la crescita, favorendo al tempo stesso un migliore controllo posturale.
Negli adulti, invece, la curva è generalmente ormai stabilizzata e il trattamento si concentra soprattutto sul miglioramento della funzionalità, della mobilità, del controllo motorio e dell’eventuale dolore.
È importante sottolineare che il percorso fisioterapico non promette il “raddrizzamento” della colonna. In alcuni casi può verificarsi anche una riduzione dell’angolo di Cobb, ma questo risultato non può essere previsto né garantito.
Due esempi pratici di fisioterapia per scoliosi
Adolescente in fase di crescita
Una ragazza di 12 anni riceve una diagnosi di scoliosi idiopatica dopo che i genitori notano un’asimmetria tra spalle e fianchi.
Il percorso comprende l’apprendimento dell’autocorrezione, esercizi specifici da svolgere a casa, sedute periodiche con il fisioterapista e controlli regolari con il medico specialista durante la crescita (ogni 4-6 mesi).
L’obiettivo primario, in questi casi, non è “raddrizzare” la colonna ma prevenire la progressione della curva durante i picchi di crescita puberale.
Adulto con scoliosi e dolore
Un uomo di 45 anni presenta una scoliosi lombare nota da tempo, diventata sintomatica dopo un periodo di lavoro particolarmente sedentario.
Il trattamento si concentra sul recupero della mobilità, sul rinforzo del tronco, sul miglioramento del controllo motorio e sulla gestione delle attività quotidiane, con l’obiettivo di ridurre il sovraccarico funzionale.
Le domande più frequenti sulla fisioterapia per scoliosi
Gli esercizi possono eliminare la scoliosi?
Nella maggior parte dei casi l’obiettivo realistico è fermare o rallentare la progressione della curva e migliorare l’assetto posturale. Gli esercizi fisioterapici specifici, secondo le evidenze disponibili, vanno utilizzati come primo step terapeutico nelle scoliosi lievi e moderate, con l’obiettivo di arrestare la progressione della curva in pubertà [1]; un miglioramento dei gradi Cobb è possibile in alcuni casi ma non va promesso a priori.
È necessario rivolgersi a un fisiatra prima di iniziare la fisioterapia?
Sì: la valutazione del medico specialista e la diagnosi sono fondamentali, come indicato anche dalle linee guida SOSORT [2]. Il fisioterapista costruisce il programma di esercizi a partire da questa analisi.
La fisioterapia può sostituire la chirurgia?
No, non nei casi in cui la chirurgia è indicata (tipicamente oltre i 45-50° Cobb). Invece, nelle scoliosi lievi e moderate la fisioterapia, eventualmente associata ad un corsetto, è il trattamento di prima scelta [1][2].
Si può praticare sport?
Nella maggior parte dei casi sì. L’attività fisica è generalmente incoraggiata, purché venga scelta e adattata in funzione delle caratteristiche della persona e condivisa con il medico e il fisioterapista.
Esistono fisioterapisti specializzati nella scoliosi?
Sì, ed è un aspetto importante: l’approccio SEAS richiede una formazione specifica, come quella conseguita presso ISICO, diversa da un percorso di fisioterapia generica, proprio perché il programma di esercizi va costruito su misura per la curva di ogni singolo paziente.
Una schiena perfettamente dritta è la normalità?
No: una colonna perfettamente simmetrica in tutti i piani è piuttosto rara. Piccole asimmetrie posturali non richiedono necessariamente un trattamento specifico, ma una valutazione adeguata potrebbe fare al caso tuo.
Il percorso in Panta Rei
In Panta Rei il trattamento della scoliosi è seguito dalla Dott.ssa Serena Morelli, fisioterapista con Master in Terapia Manuale e Fisioterapia Muscoloscheletrica e formazione specifica ISICO sul metodo SEAS per il trattamento conservativo della scoliosi e dell’ipercifosi.
Ogni percorso viene costruito sulla base delle caratteristiche del singolo paziente e rivalutato periodicamente, in collaborazione con il medico specialista quando necessario.
[1] ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna vertebrale) — materiale informativo per pazienti e percorsi formativi SEAS.
[2] Negrini S, Donzelli S, Aulisa AG, et al. 2016 SOSORT guidelines: orthopaedic and rehabilitation treatment of idiopathic scoliosis during growth. Scoliosis Spinal Disord. 2018;13:3.
[3] SOSORT (International Society on Scoliosis Orthopaedic and Rehabilitation Treatment) — consensus papers sul trattamento conservativo della scoliosi idiopatica.



