Perchè si parla di scoliosi lieve e come possiamo affrontarla.

Il termine scoliosi lieve è entrato a far parte del gergo comune ormai da parecchio tempo, sebbene in ambito scientifico non abbia un riscontro oggettivo.

Infatti in nessuna delle classificazioni comunemente conosciute vi è il termine “lieve scoliosi” come aggettivo per definire il grado di severità delle alterazioni di colonna; lo utilizzeremo in questo articolo solo per facilitare la comprensione e conferire al lettore un’idea immediata rispetto alla problematica trattata.

Obiettivo di questo articolo è approfondire i trattamenti meno invasivi e di facile impiego che si applicano comunemente alla cosiddetta leggera scoliosi, ovvero valutata come “non grave” o “lieve”.

A cosa è dovuta la scoliosi?

Prima di approfondire il fenomeno identificato come “scoliosi leggera”, facciamo chiarezza su cosa definisce il termine scientifico.

La scoliosi è una condizione caratterizzata da alterazioni nella forma e nella posizione della colonna vertebrale, del torace e del tronco. 

Questa patologia può essere suddivisa in due categorie principali: 

  • la scoliosi secondaria, che rappresenta circa il 20% dei casi e si sviluppa a seguito di un’altra condizione patologica;
  • la scoliosi idiopatica, che costituisce l’80% dei casi e per la quale non è nota una causa specifica.

La scoliosi idiopatica può manifestarsi in diverse fasi dell’infanzia e dell’adolescenza, ma è più comune durante i periodi di crescita più rapida. Questi periodi includono i primi mesi di vita, generalmente tra i 6 e i 24 mesi, e l’età compresa tra i 5 e gli 8 anni, quando si verifica un notevole incremento in altezza. Inoltre, la pubertà, che si colloca tra gli 11 e i 14 anni, è un’altra fase critica per lo sviluppo della scoliosi idiopatica.

Il grado di gravità di una scoliosi può variare a seconda di numerosi fattori ed è fondamentale sottolineare che, soprattutto per soggetti in età di sviluppo, il corretto percorso per valutare e gestire qualsiasi tipo di scoliosi o deformità del rachide debba essere condotto da un medico specialista.

Come diagnosticare e correggere la scoliosi lieve?

Quella che viene chiamata lieve scoliosi rappresenta una manifestazione meno grave e che non rappresenta un problema di salute immediato.

Durante il contatto quotidiano con i pazienti, sentiamo di frequente affermazioni come “Quando mi guardo allo specchio noto di avere una spalla più alta dell’altra”, “ho il capo leggermente inclinato a destra” o semplicemente “mi vedo storto”. 

Come sottolineato dal SOSRT (Società Scientifica Internazionale per il trattamento ortopedico e riabilitativo della scoliosi) queste affermazioni mettono in luce preoccupazioni soprattutto estetiche che, pur apparendo superficiali, hanno un ruolo importante nel trattamento di questa problematica.

La SOSRT ritiene che l’aspetto estetico sia cruciale per la qualità della vita dei pazienti, il loro benessere psicologico e la percezione di disabilità; di conseguenza, ridurre o limitare la deformità del tronco, associata alla scoliosi, diventa un obiettivo fondamentale nel trattamento conservativo. 

In base quindi al livello di gravità della scoliosi rilevata dal medico specialista, verrà predisposto un percorso che includa attività che il soggetto può svolgere in autonomia e altre con il supporto di un fisioterapista.

È importante sottolineare ancora una volta che parlare di correzione della scoliosi può in alcuni casi essere fuorviante: l’esercizio terapeutico volto ad affrontare questo tipo di problematica nelle sue diverse forme potrebbe non non essere sufficiente a correggerla, ma è di aiuto fondamentale nell’arrestare il peggioramento.

I passi principali del trattamento della scoliosi.

Limitandosi al caso della scoliosi idiopatica, la SOSORT ha redatto un dettagliato documento che prevede l’utilizzo di differenti strategie a seconda della severità di questa patologia.

  1. Valutazione iniziale, eseguita come detto da un medico specialista;
  2. Svolgimento di esercizi specifici che hanno come obiettivo quello di migliorare la forza della muscolatura spinale, la mobilità e educare il paziente ad una corretta gestione nella vita quotidiana. La presenza di feedback visivi o sensoriali come quelli di una pedana di forza sono un valido supporto al trattamento.
  3. Svolgimento di regolare attività fisica (qualche indicazione in più… nuoto, corsa, badminton, carving, equitazione…)
  4. Monitoraggio periodico dei miglioramenti per adeguare le attività previste dal piano terapeutico, in modo molto simile a quanto accade per i piani di allenamento personalizzato elaborati per gli sportivi.

Se ti è stata diagnosticata dal medico specialista una scoliosi idiopatica e vuoi affidarti a dei professionisti per definire un percorso riabilitativo, lo staff di Panta Rei Rehab è a tua disposizione. Siamo presenti in Lombardia con centri di fisioterapia a Milano e a Rho, e in Piemonte a Galliate in provincia di Novara.

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