Riabilitazione crociato anteriore, gli esercizi secondo Panta Rei

La riabilitazione crociato anteriore è un percorso che richiede una stretta collaborazione tra l’ortopedico, responsabile dell’intervento, e il fisioterapista, che guida il paziente con test e indicazioni personalizzate. Questo lavoro di squadra è fondamentale per garantire un recupero efficace, perché, sebbene esistano linee guida comuni, ogni programma deve essere adattato alle esigenze specifiche di chi lo affronta.

Il Legamento Crociato Anteriore – LCA – è uno dei quattro maggiori legamenti del ginocchio. Oltre a partecipare alla stabilità passiva dell’articolazione è fondamentale nel controllo attivo dell’articolazione perché le numerose terminazioni nervose in esso contenuto garantiscono il giusto timing di attivazione muscolare.

Come si “rompe” il crociato?

La lesione del legamento crociato anteriore, parziale o completa, avviene tramite un trauma distorsivo in cui il ginocchio viene sottoposto ad uno stress che non può assorbire. Non vi è un unico movimento che porta alla rottura. Questa può avvenire per un trauma diretto di gioco o per un movimento non ben controllato.

La diagnosi della lesione del crociato anteriore è sempre medica ed avviene dopo la presa visione delle immagini di una Risonanza Magnetica durante una visita con l’ortopedico che raccolti i dati clinici esegue i test di stabilità del ginocchio. Da questa valutazione lo specialista consiglia il paziente circa il programma da intraprendere: se intervenire chirurgicamente o se seguire la terapia conservativa.

Nel periodo successivo alla distorsione è comunque necessario fare fisioterapia. È importante cogliere, infatti, che anche nel caso di una successiva operazione il ginocchio deve essere trattato, perché prima dell’intervento si risolvano dolore e gonfiore e il tono muscolare venga mantenuto. La frase a cui si può fare riferimento in questa situazione è: “MEGLIO ENTRO IN INTERVENTO, MEGLIO ESCO”.

Quanto dura la riabilitazione del crociato anteriore?

La riabilitazione del crociato anteriore segue quattro fasi, ma la tempistica di raggiungimento dei risultati è strettamente personale.

  1. Il decorso post operatorio.
  2. I primi esercizi senza stampelle: recupero mobilità e forza.
  3. Aumento dei carichi e velocità degli esercizi.
  4. Esercizi sport specifici e preparazione al rientro in attività.

Decorso post intervento al legamento crociato anteriore

riabilitazione crociato anteriore

La prima fase della riabilitazione del crociato è fondamentale, è gestita dal fisioterapista e va iniziata fin dalle prime ore post-intervento. In questa fase è importante gestire il dolore e il gonfiore del ginocchio operato. Se in presenza di importante dolore o gonfiore, il fisioterapista può utilizzare tecniche di linfodrenaggio o eventualmente terapie strumentali quali la tecarterapia o il laser per velocizzare ed ottimizzare i tempi di recupero.

È inoltre fondamentale la mobilizzazione passiva eseguita dal terapista ma anche la mobilizzazione attiva fatta dal paziente con una serie di esercizi atti a recuperare il più in fretta possibile tutto il range di movimento. In particolare il raggiungimento dell’estensione completa è necessaria per prevenire eventuali rigidità articolari e per il giusto funzionamento in carico del ginocchio durante il cammino.

Si porta inoltre l’attenzione alla riattivazione della normale capacità di contrarre i muscoli, in particolare il quadricipite, attraverso esercizi a lettino e in carico. Sempre rispettando il dolore, è propria di questa fase la stimolazione della capacità di riportare il peso sull’arto.

I primi esercizi per il legamento crociato anteriore

Il paziente è in grado di camminare senza stampelle, il dolore e il gonfiore sono praticamente spariti. Le sedute di terapia sul lettino si diradano perché il paziente riesce sempre di più a recuperare mobilità e forza attraverso l’esercizio.

Vengono introdotti esercizi per il controllo del rachide lombare, si inseriscono esercizi di rinforzo funzionale e di controllo neuromuscolare che stimolano tutti i segmenti corporei dell’arto inferiore: bacino, anca, ginocchio, caviglia e piede.

Si eseguono movimenti che partono da quattro posizioni base, recuperate da quello che è lo sviluppo motorio del bambino: sdraiato, quattro zampe, cavalier servente, in stazione eretta.

Vengono eseguiti esercizi secondo alcuni criteri: dal facile al complesso, dal lento al veloce, dal leggero al pesante, dallo stabile all’instabile.

È la combinazione di tutti questi fattori che favorisce lo sviluppo del giusto percorso di riabilitazione del crociato anteriore rendendo autonomo il paziente nelle attività della vita quotidiana e nel cammino che, previo consenso medico, può essere protratto per qualche km.

Ecco una raccolta di esercizi proposti durante la SECONDA FASE di riabilitazione dopo intervento al Legamento Crociato Anteriore.
Il video vuole essere un esempio di una possibile proposta riabilitativa per una ripresa graduale che in progressione inserisce i vari elementi di difficoltà. Ovviamente ogni programma terapeutico deve essere strutturato individualmente per ogni persona.

Intensificazione degli esercizi per il legamento crociato anteriore

La progressione di esercizi funzionali e di controllo neuromuscolare porta ad affrontare la capacità di controllare l’impatto al suolo del piede.

Con una sequenza studiata si porta il paziente ad allenare la stabilità nell’atterraggio e successivamente nella spinta. Previa autorizzazione medica si inserisce la corsa, che rappresenta un ottimo strumento per migliorare la forza generale degli arti inferiori.

In palestra invece si continua e intensifica il lavoro sul controllo neuromuscolare aumentando la difficoltà con l’inserimento del bosu.

Si intensificano inoltre esercizi sui balzi, con instabilità, rotazioni e cambi di dislivello introducendo la pliometria, ossia il “contro salto” dopo l’atterraggio.

In questa fase gli esercizi proposti per il recupero del legamento crociato anteriore sono comunque mirati allo sviluppo del massimo controllo e stabilità. Viene gradualmente intensificata la seduta di allenamento aumentando carichi, velocità e instabilità.

Ecco un esempio di una possibile progressione di esercizi inerenti la TERZA FASE della riabilitazione del legamento crociato anteriore. L’aumento dei carichi, della velocità e della destrezza nei vari esercizi di rinforzo funzionale e di controllo neuromuscolare portano direttamente ad allenare e inserire la corsa e il balzo nel programma riabilitativo.

Il recupero del legamento crociato anteriore

È la fase che conduce al ritorno in gruppo. L’esercizio è affrontato in parte in palestra in parte sul campo. Viene sempre più utilizzato l’attrezzo dello sport praticato. In questa fase si eseguono esercizi sport specifici che mimano il gesto tecnico.

Vengono enfatizzate tutte le capacità di controllo e spinta con arresti, cambi di direzione e controbalzi. Si simulano inoltre azioni di gioco in situazioni facilitate.

Vengono eseguiti test funzionali e di forza comparativi tra arto sano e operato che ci permettono di capire se l’atleta, previo consenso ortopedico, può rientrare in gruppo.

La QUARTA FASE nella riabilitazione post ricostruzione del legamento crociato anteriore è la fase che conduce al ritorno in gruppo. L’esercizio è affrontato in parte in palestra in parte sul campo. Viene sempre più utilizzato l’attrezzo dello sport praticato. In questa fase si eseguono esercizi sport specifici che mimano il gesto tecnico. Vengono enfatizzate tutte le capacità di controllo e spinta con arresti, cambi di direzione e controbalzi. Si simulano inoltre azioni di gioco in situazioni facilitate.

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