Cosa raccomandano le linee guida per ottenere migliori risultati nella gestione del dolore muscolo-scheletrico?

Le condizioni di dolore muscolo-scheletrico sono la principale causa di disabilità a livello internazionale e comportano un importante onere sociale. Un fattore sempre più riconosciuto che contribuisce a questo onere è un’assistenza sanitaria di scarsa qualità.

Lacune tra le evidenze scientifiche e la pratica clinica rappresentano un problema perché comportano uno spreco di risorse sanitarie e impediscono ai pazienti di ricevere cure adeguate.

dolori muscolo scheletrici

In quest’ottica, uno dei fondamenti per migliorare l’assistenza sanitaria è costituito dalle linee guida sulla pratica clinica (Clinical Practice Guidelines “CPGs”). I CPG sono dichiarazioni che includono raccomandazioni volte a migliorare l’assistenza ai pazienti. Come? Guidando il processo decisionale del clinico e del paziente, fungendo da standard di assistenza, aiutando il decision making nella clinica, informando tutte le parti interessate su ciò che costituisce la migliore pratica e guidando lo stanziamento di risorse sanitarie.

Un’assistenza più concorde con le raccomandazioni delle linee guida si traduce in migliori risultati per i pazienti e costi inferiori.

È già noto che il dolore muscolo-scheletrico in diverse aree del corpo condivida caratteristiche simili rispetto ai meccanismi di base, ai fattori prognostici e al decorso clinico.

MA: Esiste un terreno comune tra le linee guida (CPGs) nel il dolore muscolo-scheletrico?

Lo studio in questione ha identificato 11 raccomandazioni, ottenute da linee guida attuali di alta qualità, per valutare e gestire un’ampia gamma di condizioni di dolore muscolo-scheletrico nella pratica clinica.

Metodi

É stata svolta una revisione sistematica e sintesi dei CPG contemporanei sul dolore muscolo-scheletrico per tre dei più comuni siti di dolore: rachide (lombare, toracico e cervicale), anca / ginocchio e spalla.
Le raccomandazioni comuni a tutte le condizioni di dolore muscolo-scheletrico sono:

  1. Le cure devono essere incentrate sul paziente.
    Ciò include un’assistenza individualizzata che prenda in considerazione il contesto individuale del paziente e le sue preferenze, utilizzando una comunicazione efficace e processi decisionali condivisi.
  2. Escludere le “bandiere rosse” ovvero identificare i pazienti con un’alta probabilità di gravi patologie.
    Esempi comprendono: sospetto di infezioni, tumori maligni, fratture, cause infiammatorie di dolore, deficit neurologico grave e progressivo ed in generale gravi condizioni.
  3. Valutare i fattori psicosociali: “bandiere gialle”.
    In particolare: umore/emozioni (come depressione e ansia), paura/chinesiofobia e aspettative inadeguate sul recupero.
  4. L’imaging radiologico è scoraggiato a meno che: (1) si sospetti una patologia grave, (2) vi sia stata una risposta insoddisfacente alle cure conservative o una progressione inspiegabile di segni e sintomi, (3) l’imaging possa cambiare la gestione.
  5. La valutazione dovrebbe comprendere l’esame fisico che può includere test di screening neurologici, mobilità e/o forza muscolare e propriocezione.
    Lo scopo dei test è quello di aiutare nella diagnosi o nella classificazione dei disturbi del dolore muscolo-scheletrico.
  6. I progressi del paziente devono essere valutati, includendo l’uso di misure di outcome convalidate (scale di valutazione).
    Sono inclusi: questionari di autovalutazione, intensità del dolore, capacità/attività funzionali della vita quotidiana e/o sulla qualità della vita.
  7. Educazione: a tutti i pazienti devono essere fornite informazioni sulle loro condizioni e sulle opzioni di gestione.
    Incoraggiare l’auto-gestione e/o informare/rassicurare i pazienti. L’educazione è stata raccomandata in tutte le linee guida (CPGs) come parte di un pacchetto di assistenza unito agli altri trattamenti.
  8. Incoraggiare l’attività fisica e/o l’esercizio.
    Mantenimento dell’attività fisica “normale“, esercizi aerobici, l’esercizio supervisionato oltre all’esercizio specifico (ad es. di rinforzo e di mobilità, esercizi in acqua etc.).
  9. Applicare la terapia manuale solo in combinazione con altri trattamenti basati su evidenze.
    La terapia manuale è stata costantemente raccomandata come componente dell’assistenza multimodale. Tuttavia, se inclusa, lo sarà in combinazione con altre strategie di gestione, tra cui esercizio fisico, terapia psicologica, informazione/educazione e consigli sulle attività.
  10. A meno che non sia specificamente controindicato (ad esempio”bandiere rosse”),offrire trattamenti conservativi basati sulle prove di efficacia prima dell’intervento chirurgico.
  11. Agevolare il proseguimento o la ripresa del lavoro.

Conclusione

Le linee guida sono uno strumento importante per incrementare la qualità nell’assistenza sanitaria. L’applicazione sul campo di queste 11 raccomandazioni potrebbe essere un modo utile per ottenere i migliori risultati nella gestione del dolore muscolo-scheletrico.

Bibliografia

Lin I, Wiles L, Waller R, Goucke R, Nagree Y, Gibberd M, Straker L, Maher CG, O’Sullivan PPB. What does best practice care for musculoskeletal pain look like? Eleven consistent recommendations from high-quality clinical practice guidelines: systematic review. Br J Sports Med. 2020 Jan;54(2):79-86.

Link di PubMed: What does best practice care for musculoskeletal pain look like? Eleven consistent recommendations from high-quality clinical practice guidelines: systematic review – PubMed (nih.gov)